Why the Michelson-Morley experiment is conceptually wrong – part 2.

With this post and the previous two I demonstrate that Einstein was wrong, to reveal how things really look, for the reasons mentioned before, I wait 5000 subscriptions to the newsletter (some post is not in English but you find a translator in bottom of the page).

Con questo post e i due precedenti dimostro che Einstein sbagliava, per rivelare come stanno realmente le cose aspetto, per i motivi detti, 5000 sottoscrizioni alla newsletter.

Michelson-Morley, l’esperimento che ha causato la confusione di Einstein

Il ragionamento fatto fino ad oggi per interpretare i risultati di questo esperimento è sbagliato. Considerando infatti che la luce si muove alla sua velocità rispetto allo spazio assoluto, nella direzione perpendicolare al movimento terrestre la sua velocità è c, e percorrerà la stessa distanza che percorrerebbe da fermo, l’unica cosa che cambia è che il punto di impatto sullo specchio sarà spostato di alcuni micron. Nella direzione del movimento terrestre coprirà uno spazio leggermente più piccolo perché lo specchio si avvicina all’andata, ma questa riduzione di percorso viene compensata al ritorno, quando per lo stesso movimento in atto dovrà percorrere una distanza leggermente maggiore (o viceversa), i due contributi si annullano (questo aspetto sarà chiarito meglio ne prossimo post).

Con il post sull’errore della dimostrazione dei tempi e questo penso che non ci siano dubbi sul fatto che Einstein avesse torto. A questo punto per andare avanti e spiegare come stanno davvero le cose, aspetto 5000 followers tra Facebook e il blog www.alessandroratti.com

Puntata 1: E se la materia non esistesse?

Il concetto di materia è solo un’esigenza umana. L’uomo, percependosi come materia, cerca da sempre il mattone di base della materia stessa. Inizialmente si pensava fosse la cellula, poi si è visto che c’erano gli atomi e si riteneva che il nucleo fosse indivisibile. Poi fu la volta di protoni e neutroni, poi dei quark. Non si arriva mai alla fine perché “si cerca la materia. L’uomo riconduce sempre tutto ai suoi sensi limitando la visone che ha dell’esistente, o meglio “DEL CREATO”. Gli scettici non credono all’esistenza del paranormale solo perché non rientra in quello che possono vedere, toccare e capire, e credono più alle coincidenze anche se la logica ed il buon senso portano ad altre spiegazioni.

Ma torniamo alla materia. Immaginiamo di aver trovato il mattone della materia, proviamo ad applicare la logica ed i fatti. Ipotizziamo di prendere questo mattone e di deformarlo, o di scalfirlo, o spezzarlo, insomma, si torna al punto di partenza, se si deforma, si può dividere o scalfire: “di cosa è fatto?”. Ecco l’errore del cercare la materia, se trovassi la materia sarebbe fatta di sub-particelle delle sub-particelle, e questo reiterato all’infinito, tanto che qualcuno ha messo in gioco la teoria dei frattali, altri hanno cercato delle vie di uscita nell’antimateria. Dobbiamo invece cominciare ad accettare i fatti noti ma non accettati che LA MATERIA NON ESISTE, quello che percepiamo come materia è solo UNA INTERAZIONE ENERGETICA. Qualcuno mi dirà, “si bravo, e allora come spieghi TUTTA la fisica nota…”. Per capire dovremo ripercorrere un po’ tutta la logica che ha portato alle convinzioni di oggi mettendo in evidenza degli errori di interpretazione o di teorizzazione che hanno messo sulla strada sbagliata. Questa strada sbagliata non è mai stata messa in discussione, viceversa si è sempre più arricchita di errori, ipotesi sbagliate. Molti mi controbattono sempre dicendo che le teorie note, le spiegazioni ufficiali, sono state ampiamente dimostrate da esperimenti, misure, etc. A questi dico, o ripeto, che “si confonde un’interpretazione di fatti, (evidenze, test, misure…) funzionale a dimostrare una tesi, con l’essenza dei fatti stessi”.  Ad esempio, mi tormentano con la storia del GPS, la necessità si fare delle correzioni dimostra secondo la scienza ufficiale alcune ipotesi di Einstein. In realtà non è così, come vedremo, quelle evidenze sperimentali hanno una giustificazione che nulla ha a che vedere con le ipotesi fatte da Einstein. In pratica Einstein ha “definito” della congetture e dei conseguenti postulati, a stabilito che si dovesse partire da quelli, il problema è che quelle “CONGETTURE” erano a loro volta frutto di interpretazioni sbagliate di altri fatti. Facendo ad esempio riferimento al documento ”L’elettrodinamica dei corpi in movimento” di Einstein, vediamo da subito l’arroganza con cui vuole spiegare le cose.  Dice arbitrariamente: ”Assumeremo questa congettura (il contenuto della quale nel seguito sar`a chiamato “principio di relativit`a”) come postulato, e oltre a questo introdurremo il postulato con questo solo apparentemente incompatibile, che la luce nello spazio vuoto si propaghi sempre con una velocit`a determinata V , indipendente dallo stato di moto dei corpi emittenti. Questi due postulati bastano a pervenire ad un’elettrodinamica dei corpi in movimento semplice ed esente da contraddizioni, costruita sulla base della teoria di Maxwell per i corpi in quiete”. Le assunzioni di Einstein hanno iterativamente portato ad altre interpretazioni sbagliate funzionali a dimostrare le sue congetture. Ma ciò che è peggio è che per dimostrare la “dilatazione dei tempi” ha negato, come vedremo, le sue stesse ipotesi. Gli scienziati hanno amato tanto Einstein che hanno deciso che quelle congetture fossero leggi sacre e dovevano essere a tutti i costi dimostrate. Già in questo primo capitolo facciamo un’osservazione che metterà tanti dubbi a chi vorrà non essere presuntuoso. Per dimostrare la dilatazione dei tempi si ragiona sul moto della luce tra osservatori inerziali e non, ma se la velocità è costante come giustamente (in questo caso) dice Einstein, la dimostrazione della dilatazione dei tempi non dimostra nulla, l’unica cosa che si avrà è l’effetto Doppler. La luce avrà percorso un percorso leggermente maggiore, alla stessa velocità, quindi arriverà lei qualche istante dopo, non si sono dilatati i tempi.

Questo capitolo, di per se introduttivo, apre la strada alle “rivoluzionarie” interpretazione del creato che potrebbero dare una visione differente utile alla ricerca, e già dalla prossima non posso più tornare in dietro, avrò svelato il contenuto della mia “intuizione “, per cui non me ne vogliate se aspetto per andare avanti almeno 5000 interessi alla mia spiegazione. Preferibilmente gradirei che venisse seguito il mio blog iscrivendosi alla newsletter, oppure seguendo la mia pagina facebook su cui però ho meno certezze visto che per cause terze potrebbero chiudere l’account o bloccarlo.

NUMERI PRIMI – Perché non credo al mondo scientifico

In riferimento alla “LA FISICA DELLA MATERIA ED I SUOI ERRORI”  tutti mi chiedono come mai non faccio una pubblicazione scientifica. Qualche anno fa ho provato a fare un pubblicazione scientifica riguardo i numeri primi su Elsevier. Come potrete vedere dai documenti che seguono a me è stato risposto che era una cosa “da scuola media” e non meritava un pubblicazione, dopo qualche mese un certo Professore Gerardo Iovane ha fatto una pubblicazione ed avuto successo dicendo le stesse cose che avevo scritto io qualche mese prima. Sarà stata una casualità? Fatto sta che le mie erano cosa da scuola media, di lui e della “sua scoperta” si è parlato in tutto il mondo.

Seguono il documento che ho provato a pubblicare e lo scambio di mail con chi ha deciso che non era all’altezza di essere pubblicato:

Prime Numbers Theorem

Re_ Your Submission

LA FISICA DELLA MATERIA ED I SUOI ERRORI – Introduzione

Prima di giudicare un’opinione la si deve ascoltare, ed ascoltare significa capire il contenuto dell’opinione espressa non capire chi è che la esprime. Se non si hanno le competenze non si può giudicare, non si deve giudicare aprioristicamente perché si valuta negativamente chi esprime l’opinione e non l’opinione stessa.

Oggi inizierò la pubblicazione della mia ricostruzione scientifica della fisica della materia ed altri fenomeni fisici mettendo a nudo dei palesi errori fatti secondo me dalla scienza. Qualcuno mi darà del presuntuoso è interromperà già a questo punto la lettura: “perché sarebbe possibile che tantissimi scienziati con tanti mezzi non capirebbero qualcosa che un illustre sconosciuto invece capisce”. La questione è che la scienza, da sempre, tende a dimostrare e cercare riscontri a quanto già considerato attendibile o preso per vero, difficilmente rimette in discussione tutto, è molte cose sono state ipotizzate, teorizzate o sperimentate in tempi in cui le tecnologia e le conoscenze erano molto minori rispetto ai nostri giorni. Prima di giudicare il mio lavoro sarebbe giusto leggerlo. Non è molto tecnico o prolisso, l’obiettivo non è dire come stanno le cose in modo esaustivo con formule e modelli matematici, ma dare degli input per rivedere tutta la fisica della materia nell’interesse di tutti, i concetti da me espressi, nelle mani di chi ha tanta esperienza in merito potrebbe dare un grande contributo alla scienza. Sarei ben lieto di collaborare ad un utilizzo di queste mi interpretazioni se ritenute interessanti, ma non lo posso fare da solo ed al di fuori del ambito della ricerca scientifica, ovvero senza mezzi e risorse adeguate.

Come ho detto più volte il mio scopo non è guadagnare ne offendere nessuno denigrando o minimizzando il lavoro degli scienziati. vorrei solo avere la paternità di quello che sto per scrivere. Per questo motivo lo scriverò un pò alla volta ed ogni volta aspetterò un certo numero di visualizzazioni prima di postare la parte successiva, la puntata 1 sarà pubblicata quando questa introduzione avrà avuto 250 visualizzazioni.

ECCO I TITOLI DELLE PRIME “puntate”:

Puntata 1 – La materia non esiste

Puntata 2 – Elettrone diglielo tu!

Puntata 3 – Amico Maxwell, sull’onda piana mi sei inciampato.

Puntata 4 – Caro Einstein “…ti spiezzo in due”

Puntata 5: – Plank, mo tocca a te!