Sab. Feb 24th, 2024

Se un paio di settimane fa aveste detto a degli amici che sarebbe stato opportuno abbassare i limiti di velocità in città a 30 km/h, nella migliore delle ipotesi avreste perso gli amici.
Questa vicenda di Bologna, come altre aberrazioni a cui ci stiamo abituando, merita delle considerazioni.
Inizialmente avevano provato a giustificare questa decisione con la solita questione climatica, vedendo che, per ovvi motivi, non reggeva nonostante la loro propaganda, hanno ripiegato sulla questione sicurezza dei pedoni.
Come funziona: un tizio, ben vestito e vestito di autorità o di competenza, va in TV e con il giusto tono, le giuste parole (scelte in modo scientifico), enfatizzando opportunamente alcuni punti del discorso, gesticolando opportunamente al momento giusto, crea una dissonanza cognitiva nel pubblico che improvvisamente non ha più un suo pensiero logico e sposa la teoria dell’incantatore. Queste tecniche sono molto usate nella PNL.
Chiaramente questi discorsi persuasivi, ripetuti poi da altri personaggi, in altre trasmissioni ma con stessi metodi e parole come in un mantra, contengono elementi sensibili come “i bambini”. Andiamo tutti in città a 30 per i bambini, gli stessi bambini che abbiamo vaccinato per salvare i nonni.
La cosa grave è che da lì a poco questa idiozia la senti ripetere dagli amici di cui sopra.
Che le argomentazioni avanzate non abbiano alcun senso non andrebbe neanche ulteriormente discusso visto il livello di ovvietà ma per chi ne avesse bisogno possiamo fare presente ad esempio quanto segue: dove ci sono pedoni i limiti di velocità sono già più bassi, ad esempio lo sono in prossimità delle scuole; esistono le strisce pedonali, di recente hanno anche inasprito le sanzioni per chi non le rispetta; esistono i dossi. In sintesi il problema è già attenzionato e se permane lo fa per colpa di chi non rispetta le norme già esistenti, e costoro non rispetteranno neanche le ulteriori restrizioni che stanno applicando. Ma non è tutto, si preoccupano dei pedoni quando poi persone costrette a lavorare fino a 70 anni, ad esempio, cadono dai ponteggi (un esempio di rischi per l’età lavorativa che potrebbe essere seguito da mille altri). Si preoccupano dei pedoni ed hanno spinto l’uso dei monopattini certamente molto più impattanti in termini di pericolosità. Non si accorgono che il numero maggiore di morti si ha sui mezzi a due ruote, rispetto a quanti incidenti interessano gli scooter forse i pedoni diventano numericamente ininfluenti. Per non parlare del fatto che forse il problema maggiore non è la velocità ma l’utilizzo degli smartphone durante la guida.
Di fronte ad una tale follia dove improvvisamente si utilizzano i media, anche quelli pagati dai contribuenti, per convincere il popolo che è giusto andare a 30, e per settimane non si parla d’altro neanche della imminente guerra in Europa, c’è da domandarsi “cui prodest?”.
È scontato che Bologna è solo la città ritenuta più idonea ad iniziare un processo che riguarderà progressivamente tutta la nazione.
Una prima ipotesi su quale sia il vero scopo è che vogliano disincentivare l’uso dei mezzi privati a favore dei mezzi pubblici. Purtroppo qualcuno potrebbe anche accettare una tale ipotesi, chiariamo dove sta il problema. Prima di tutto sarebbe opportuno rendere competitivi i mezzi pubblici rispetto al mezzo privato, non peggiorare la viabilità per costringere all’uso di carri bestiame. E comunque uno stato dovrebbe avere un atteggiamento leale con i propri cittadini, e quantomeno dire il vero motivo, invece il popolo è come sempre trattato come si trattano i bambini, nella migliore delle letture, o come bestiame da altri punti di vista.
Un’ipotesi invece più inquietante, ma forse più plausibile, è che costringere le persone ad andare a 30, assieme ad altre imposizioni che si vanno ad aggiungere giorno dopo giorno, serva ad abituare il popolo all’obbedienza, una palestra quotidiana che plasma il subconscio facendoci abituare all’obbedienza fisica dato che già siamo abituati all’obbedienza mentale.

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