Sab. Gen 28th, 2023

Il concetto di materia è solo un’esigenza umana. L’uomo, percependosi come materia, cerca da sempre il mattone di base della materia stessa. Inizialmente si pensava fosse la cellula, poi si è visto che c’erano gli atomi e si riteneva che il nucleo fosse indivisibile. Poi fu la volta di protoni e neutroni, poi dei quark. Non si arriva mai alla fine perché “si cerca la materia. L’uomo riconduce sempre tutto ai suoi sensi limitando la visone che ha dell’esistente, o meglio “DEL CREATO”. Gli scettici non credono all’esistenza del paranormale solo perché non rientra in quello che possono vedere, toccare e capire, e credono più alle coincidenze anche se la logica ed il buon senso portano ad altre spiegazioni.

Ma torniamo alla materia. Immaginiamo di aver trovato il mattone della materia, proviamo ad applicare la logica ed i fatti. Ipotizziamo di prendere questo mattone e di deformarlo, o di scalfirlo, o spezzarlo, insomma, si torna al punto di partenza, se si deforma, si può dividere o scalfire: “di cosa è fatto?”. Ecco l’errore del cercare la materia, se trovassi la materia sarebbe fatta di sub-particelle delle sub-particelle, e questo reiterato all’infinito, tanto che qualcuno ha messo in gioco la teoria dei frattali, altri hanno cercato delle vie di uscita nell’antimateria. Dobbiamo invece cominciare ad accettare i fatti noti ma non accettati che LA MATERIA NON ESISTE, quello che percepiamo come materia è solo UNA INTERAZIONE ENERGETICA. Qualcuno mi dirà, “si bravo, e allora come spieghi TUTTA la fisica nota…”. Per capire dovremo ripercorrere un po’ tutta la logica che ha portato alle convinzioni di oggi mettendo in evidenza degli errori di interpretazione o di teorizzazione che hanno messo sulla strada sbagliata. Questa strada sbagliata non è mai stata messa in discussione, viceversa si è sempre più arricchita di errori, ipotesi sbagliate. Molti mi controbattono sempre dicendo che le teorie note, le spiegazioni ufficiali, sono state ampiamente dimostrate da esperimenti, misure, etc. A questi dico, o ripeto, che “si confonde un’interpretazione di fatti, (evidenze, test, misure…) funzionale a dimostrare una tesi, con l’essenza dei fatti stessi”.  Ad esempio, mi tormentano con la storia del GPS, la necessità si fare delle correzioni dimostra secondo la scienza ufficiale alcune ipotesi di Einstein. In realtà non è così, come vedremo, quelle evidenze sperimentali hanno una giustificazione che nulla ha a che vedere con le ipotesi fatte da Einstein. In pratica Einstein ha “definito” della congetture e dei conseguenti postulati, a stabilito che si dovesse partire da quelli, il problema è che quelle “CONGETTURE” erano a loro volta frutto di interpretazioni sbagliate di altri fatti. Facendo ad esempio riferimento al documento ”L’elettrodinamica dei corpi in movimento” di Einstein, vediamo da subito l’arroganza con cui vuole spiegare le cose.  Dice arbitrariamente: ”Assumeremo questa congettura (il contenuto della quale nel seguito sar`a chiamato “principio di relativit`a”) come postulato, e oltre a questo introdurremo il postulato con questo solo apparentemente incompatibile, che la luce nello spazio vuoto si propaghi sempre con una velocit`a determinata V , indipendente dallo stato di moto dei corpi emittenti. Questi due postulati bastano a pervenire ad un’elettrodinamica dei corpi in movimento semplice ed esente da contraddizioni, costruita sulla base della teoria di Maxwell per i corpi in quiete”. Le assunzioni di Einstein hanno iterativamente portato ad altre interpretazioni sbagliate funzionali a dimostrare le sue congetture. Ma ciò che è peggio è che per dimostrare la “dilatazione dei tempi” ha negato, come vedremo, le sue stesse ipotesi. Gli scienziati hanno amato tanto Einstein che hanno deciso che quelle congetture fossero leggi sacre e dovevano essere a tutti i costi dimostrate. Già in questo primo capitolo facciamo un’osservazione che metterà tanti dubbi a chi vorrà non essere presuntuoso. Per dimostrare la dilatazione dei tempi si ragiona sul moto della luce tra osservatori inerziali e non, ma se la velocità è costante come giustamente (in questo caso) dice Einstein, la dimostrazione della dilatazione dei tempi non dimostra nulla, l’unica cosa che si avrà è l’effetto Doppler. La luce avrà percorso un percorso leggermente maggiore, alla stessa velocità, quindi arriverà lei qualche istante dopo, non si sono dilatati i tempi.

Questo capitolo, di per se introduttivo, apre la strada alle “rivoluzionarie” interpretazione del creato che potrebbero dare una visione differente utile alla ricerca, e già dalla prossima non posso più tornare in dietro, avrò svelato il contenuto della mia “intuizione “, per cui non me ne vogliate se aspetto per andare avanti almeno 5000 interessi alla mia spiegazione. Preferibilmente gradirei che venisse seguito il mio blog iscrivendosi alla newsletter, oppure seguendo la mia pagina facebook su cui però ho meno certezze visto che per cause terze potrebbero chiudere l’account o bloccarlo.

2 pensiero su “Puntata 1: E se la materia non esistesse?”
  1. Concordo ma non concepisco la parola creato! Se lei intende derivazione dalla modificazione o trasformazione in parte della potenzialita’ della energia concordo ma se mi parla di creazione dal nulla da parte di qualche ente supremo o trascendente, la cosa non mi puo’ interessare…..grazie

    1. Quello che sto proponendo è una interpretazione di quello che è noto per dare una una spiegazione di come sia fatta la materia senza ricorrere a teorie illogiche e fuorvianti. Ma la questione è “come è fatta realmente la materia” per come la conosciamo, non perché o chi l’ha fatta. Su questa seconda parte, pur avendo la mia idea, non ho elementi per dimostrarla logicamente al momento ma credo che ciascuno sia libero di avere una propria idea.

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