Mer. Feb 1st, 2023

L’economia è una scienza complessa. Originariamente era estremamente semplice, il baratto era infatti immediato, non lasciava adito a dubbi ed interpretazioni. Anche l’utilizzo delle monete d’oro rappresentavano un’evoluzione ancora solida. Già la nota da banco presupponeva una fiducia, un garante, ma ancora si poteva considerare qualcosa di solido, stabile, controllabile. Poi si è passati alle grandi economie con il controvalore aureo, e qui già comincia il primo elemento perturbativo, tutto era riferito all’oro per cui potevano esserci dei problemi, per certi versi non era uno scambio diretto, ma ancora la stabilità era buona. Poi l’aumento della produttività pro-capite da un lato, le guerre e la tentazione di “inventare” i soldi dall’altro, hanno scollegato i soldi ed il loro valore dall’oro e da qualsiasi riferimento, gli stati hanno stampato moneta senza controvalore per cui si è persa qualsiasi certezza. Da questo momento l’economia non ha avuto più una logica, non era più deterministica. Altro duro colpo all’economia arriva dal concetto di borsa, di quotazione. La logica di base poteva avere senso ed apriva ad una economia collaborativa ed inclusiva. Quando però l’umore del mercato ha superato in termini di influenza la produttività, la reddittività, la solidità finanziaria, ovvero quanto tutto è stato lasciato alla mera speculazione, l’economia ha preso la strada del caos. Esempi per capire di cosa parliamo ne avremmo infiniti, alcuni scandali di borsa di qualche anno fa sono un esempio di come il valore può essere creato dal nulla. Quando Elon Musk ha, per la prima volta, superato Bill Gates nella classifica degli uomini più ricchi al mondo lo ha fatto solo perché le azioni di Tesla hanno avuto un’impennata. Non era cambiato nulla, solo l’umore del mercato.

A tutto questo, come se non bastasse, si aggiunge il debito, tutta l’economia moderna non è basata neanche più sui soldi ma sulla loro “mancanza”. I soldi è come se esistessero perchè sotto forma di debito per cui qualcuno ne paga gli interessi, ma nei fatti sono soldi che non esistono. Se si smettesse di pagare il debito, ovvero se si cancellasse il debito, sparirebbero soldi che non esistono.

Come dicevo la questione è complessa, quanto discusso fin qui è solo un aspetto. Prima di andare avanti devo fare una presuntuosa affermazione: “l’economia è così complessa che gli economisti credono di comprenderla ma non capiscono nulla”.  Sono certo di questo perché il caos, mi riferisco proprio alle teorie del caos, può essere caratterizzato e modellizzato ma solo a livello statistico predittivo ma per sua natura non ci sono certezze. Il sistema economico è fortemente non lineare in quanto basato su fattori umani che non hanno a loro volta un comportamento lineare e deterministico. Tutto questo fa sì che l’unico motivo per cui un sistema economico esiste è perché deve esistere, e quando si sta per distruggere, perché raggiunge uno stato di equilibrio instabile, si passa verosimilmente da una guerra.

Coloro che sono riusciti a polarizzare l’economia del mondo, banchieri e petrolieri prima, big-tech oggi, sanno di questa vulnerabilità del sistema economico ed hanno più volte provato a porvi rimedio. Di fronte a delle ingiustificate e stupide paure hanno tentato di modificare l’andamento degli eventi mondiali per non fare saltare il sistema economico. Siccome però non hanno capito nulla, non ne capiscono nulla e mai ne capiranno per ovvi motivi, non fanno altro che peggiorare le cose. La strategia, ad esempio, di ostacolare i consumi con le crisi economiche o con la riduzione delle nascite per evitare un’inflazione che, nella loro distopia, farebbe perdere valore ai soldi, non ha portato a nulla se non a commettere un crimine contro l’umanità. Spesso gli idioti economisti confondono causa ed effetto e cercano di agire sull’effetto anziché eliminare la causa.

Quello che viviamo oggi, il tentativo di fare il grande reset, è una delle tipiche idiozie concettuali e logiche degli economisti.

La manovra economica messa in atto con la guerra batteriologica, che vede la sua prima fase nella costruzione pandemica chiamata “COVID 19”, avrebbe lo scopo di concentrare ancora di più i soldi nelle mani di pochi per poi creare un sistema marxiano-comunista per non rischiare più il default del sistema economico mondiale. Contestualmente magari riducono la popolazione  per mantenere per se le risorse naturali.

Questa follia porterebbe alla regressione dell’uomo a bestia, farebbe perdere i presupposti evolutivi stessi. Per capirci il sistema del sussidio universale equivale alla vita nelle stalle, ti danno il mangime che ti serve e tu esegui il tuo compito, come il bue che traina l’aratro. Per molte persone va anche bene, per molte persone avere la paga al mese, eseguire il compito, seguire la massa (riportando magari i soldi guadagnati nuovamente al padrone), fare quello che fanno tutti per non dovere ne pensare ne temere di essere giudicati è la normalità e gli sta bene così.

Quello che nessun cavolo di economista capisce è che a rendere l’uomo diverso dalla bestia, con tutti i suoi risvolti negativi, è la voglia che alcuni hanno di vivere, di inventare, di creare, congiuntamente al “difetto di fabbrica” di volersi autorealizzare, di voler avere di più, di voler essere leader, famosi, ricchi. Per carità, forse non è neanche di per se la cosa giusta, ma è quello che spinge alcuni ad ECCELLERE e fare il progresso. Una società piatta dove lo scienziato vive nella casa popolare come il dipendente passacarte del comune, non è una società che vedrà persone eccellere. Poi c’è l’altro aspetto che ci distingue dalle bestie, molti di noi non vivrebbero neanche se dovessero vivere come delle galline nel pollaio.

Detta in altri termini, la società che vorrebbero loro, molto simile a quella idealizzata da Orwell in 1984, non può esistere e se provano a realizzarla faranno l’ennesimo buco nell’acqua, ma sta volta il danno sarebbe definitivo.

In realtà l’eccessiva concentrazione dei soldi in poche persone farà saltare il banco. Il valore dei soldi è contestuale, vale nel punto di utilizzo. Mi spiego meglio, i soldi che i ricchi hanno accatastati non hanno alcun effetto sull’economia reale, hanno effetto solo i soldi che circolano, sono quelli a fare “girare” l’economia. Più nel accatastano più valgono quelli che restano, e se provano ad usare quelli accatastati il loro valore scende (inflazione). Come dire per mantenere il valore dei soldi non li devono usare…  fondamentalmente sono dei “poveri ricchi idioti”. Nel momento in cui i soldi saranno “merce rara” nasceranno forme diverse di commercio, magari con monete locali, chi comanda alla fine è chi produce il mangiare, possono inventare quello che vogliono ma la natura ha deciso così, si deve mangiare. Alla fine i loro soldi sarebbero il nulla, un numero nelle banche, a limite si potrebbero prendere tutto l’oro del mondo e farselo bollito. Anche se acquistassero tutto il territorio mondiale la produzione del cibo la dovrebbero garantire, altrimenti la rivolta sarebbe inevitabile. Si potrebbe tornare ai tempi dei latifondi, ma dei loro soldi in più, quelli accatastati, non se ne farebbero nulla ugualmente. Come ho descritto in un altro articolo, “La paradossale bolla dell’oro”, anche l’oro non vale quanto è stimato, vale intrinsecamente 2 o 3  volte meno (alla data di oggi), per cui se salta il banco si ritrovano con tonnellate di un metallo pressoché inutile se non commercializzandolo a costi molto più bassi.

Il mondo che a loro piace e che vorrebbero salvaguardare uccidendo un po’ di persone, esiste ed esisterà solo perché l’uomo è libero di vivere, è libero di esprimere la sua arte, la sua creatività e crea il progresso. Il great-reset creerebbe un mondo statico e destinato al grigio, alla regresso, alla barbarie, progressivamente tutto sarebbe già visto e scontato, e loro stessi non godrebbero più della creazione degli uomini liberi.

1984 george orwell proles

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