Ven. Feb 3rd, 2023

Voto o non voto, la sinistra e meglio della destra, no la destra è meglio, o meglio i moderati,  no, quello no, quello è un voto sprecato, la destra farà… la sinistra ha fatto….

Cerchiamo di vedere tutto questo nella giusta prospettiva. Sia chiaro non sto facendo campagna elettorale per nessuno.

Quanto vale la nostra opinione? Quanto vale quello che pensiamo e che crediamo? La vera questione, ancora prima del voto, è questa, cerchiamo di capire perché.

Ci hanno abituato a pensare che siamo in democrazia, una democrazia dove votiamo chi ci deve rappresentare e la maggioranza vince. Di legislatura in legislatura però sembra che nessuno faccia quello che promette, nessuno fa i nostri interessi ma a noi non resta che aspettare le elezioni successive. A ridosso delle elezioni tutti i partiti tornano a dire quello che vorremmo sentirci dire, ci sono anche delle alternative che vogliono ribaltare il sistema corrotto, ma alla fine delle elezioni tutto torna come prima e non resta che aspettare le nuove elezioni.

Per capire quale sia il meccanismo possiamo guardare ai sindacati, cosa fanno i sindacati? Fanno da intermediari tra il malcontento dei lavoratori e il datore di lavoro o lo stato, ma per chi lavorano veramente? Se analizzate bene i sindacati cercano di calmare il dissenso con il minimo costo per le aziende o lo stato. Sostanzialmente sono degli imbonitori, hanno il controllo dei lavoratori. Questo controllo ha un valore, un’importanza, questo rende i sindacati un centro di potere. Guadagnano dai lavoratori, dallo stato ed in altri modi, ma lavorano per il potente, stato o datore di lavoro che sia. Lavorano per il potente perché è al potente che serve la loro influenza sui lavoratori.
L’influenza sugli altri, ricollegandomi alla frase iniziale, è importante per i potenti. Gli influencer sono importanti per questo, hanno una forza di controllo e quindi un potere proporzionale al numero di follower, ecco perché alcuni sono chiamati occasionalmente o sistematicamente a propagandare o pubblicizzare qualcosa. I politici fanno la stessa identica cosa, cercano il consenso del popolo per acquisire potere all’occhio dei potenti ma dopo il voto devono eseguire gli ordini.
Qualsiasi forma di influenza sul popolo ha un valore, ma perché?
Il motivo è che a comandare è il popolo ma non lo sa. Hanno imposto la dissonanza cognitiva che l’unico diritto che ha il popolo è quello di votare, il resto è dovere. Ma non è così, questa è frutto di secoli di propaganda. Lo stato è il popolo, gli organi dello stato, forze dell’ordine, forze armate, insegnanti, medici, magistrati sono fatti dal popolo e senza il controllo del popolo non potrebbero imporre il loro volere. Ecco che serve un popolo sotto controllo, inerme, rassegnato e convinto che si debbano aspettare le elezioni successive per provare a cambiare, un’illusione perenne. Ecco perché servono i politici, se i politici hanno un seguito, se la maggior parte delle persone li vota allora possono stare tranquilli, il popolo è stato raggirato ancora una volta, è ancora sotto controllo si può continuare a strizzarlo a dovere.
A peggiorare tutto si aggiunge il problema della zona comoda, ovvero delegare qualcuno e poi disinteressarsi, molto più comodo che impegnarsi a controllare, a cambiare e a combattere se serve. Un po’ come l’amministratore di condominio, si delega lui, poi spesso lui non fa niente o peggio ci mangia, si cambia amministratore e si ricomincia. Se i condomini gli  stessero col fiato sul collo sarebbe diverso.
Il popolo ha l’arma dello sciopero, delle manifestazioni, della disobbedienza civile, delle azioni legali, un popolo assuefatto ed inerme invece, subisce in silenzio.

Per tenere a bada il popolo usano quindi i vari imbonitori di cui sopra, i mezzi di informazione asserviti, tutto per una grande propaganda finalizzata a tenere il popolo nell’ignoranza, nella confusione, nella distopia, e poterlo strizzare a dovere fino a renderlo un allevamento intensivo di manodopera a basso costo al servizio dei potenti.
Potremmo vivere tutti meglio, lavorate meno ed andare in pensione prima, il progresso ha aumentato la produttività per cui ci potremmo un po’ riposare. Invece no, i potenti assorbono ricchezze e noi lavoriamo.

Per chi votare? Non lo so proprio, ma non mi parlate di voto sprecato perché tanto è sprecato comunque. La scelta di non votare, di non provare neanche a cambiare può essere anche comprensibile visto che votando non si fa altro, forse, che accettare una competizione elettorale persa in partenza.
Non so se votare o per chi votare, quello che credo però è che il nostro dovete inizia dopo il voto, giorno dopo giorno dobbiamo difendere i nostri diritti in prima persona e non cadere nell’inganno della propaganda.

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