Ven. Feb 3rd, 2023

Di fronte alla assurda narrazione che vede un problema semplice e risolvibile tornare agli onori della cronaca continuamente, alimentando inutili polemiche e finte diatribe politiche, il dubbio viene.

La questione migranti è un problema che l’Italia si trova ad affrontare o è uno strumento che serve a qualcuno per secondi fini?

La prima cosa da fare è uscire dalla distopia e dalla dissonanza cognitiva in cui hanno spinto il popolo sull’argomento. Chiariamo prima si tutto l’aspetto etico e quello morale della questione migranti.

Chi vuole lo stato attuale delle cose utilizza i soliti sistemi di controllo del pensiero unico, della così detta opinione pubblica, adducendo scuse che fanno perno sui soliti capi saldi delle tecniche di comunicazione elementari: ethos, logos, pathos.

Eticamente è giusto dare aiuto a chi ha bisogno, logicamente alle aziende serve manodopera perché gli italiani non vogliono più fare certi lavori, inoltre anche noi siano stati migranti.

Tutti questi elementi sono false verità, sono centri di dissonanza cognitiva. In questo momento non stiamo aiutando nessuno, alimentiamo la speranza che investire i risparmi di intere famiglie povere dell’Africa, per un viaggio che spesso finisce in tragedia, alimentando un mercato spietato e criminale di schiavisti, serva a dare un futuro migliore a persone che invece finiscono nella migliore delle ipotesi ad essere parcheggiati in un centro accoglienza per anni. Che fine facciano il più delle volte gli altri è evidente. Anziché quindi risolvergli un problema glie ne creiamo uno probabilmente più grande e contestualmente distruggiamo quel poco di buono che c’era in Italia e per il quale quegli stessi migranti avevano fatto il famoso viaggio della speranza.

La questione della manodopera per le aziende è evidentemente intrinsecamente falsa altrimenti non resterebbero nei centri accoglienza senza fare nulla.

La questione che anche noi siamo stati migranti non ha nessuna logica concettuale, erano altri tempi, altre condizioni e comunque c’erano delle regole, regole che in questo caso non ci sono.

In ogni caso è inutile fare venire persone se non siamo in grado di integrarle nel sistema Italia. Non è questione se è giusto o meno, ma se è possibile accoglierli, ed è evidente che non è possibile.

Fatta questa premessa andiamo a smontare la questione che sarebbe un problema difficile da risolvere.

Basterebbe un provvedimento riassumibile in 2 righe:

Chiunque entri in Italia in modo clandestino non potrà ricevere la cittadinanza italiana a sarà rimpatriato appena possibile.

Con questo semplice provvedimento cesserebbe immediatamente la partenza delle persone dal paese di origine, non farebbero un viaggio rischioso spendendo tutti i loro soldi sapendo di essere rimandati a casa. Con questo provvedimento non partirebbero neanche e non ci troveremmo nelle condizioni di doverli respingere né di dover continuare la distruzione sociale in corso.

Ma se esiste una tale soluzione perché non la applicano? La questione è sempre la stessa, difficile da credere o eventualmente da digerire: “creano i problemi per giustificare le soluzioni”.

A parte il fatto che in questo momento ci sono tanti personaggi che si stanno arricchendo con i racket dell’immigrazione, e potete immaginare che tra chi si arricchisce ci potrebbe essere anche certa politica, la situazione che si sta venendo a creare in Italia in seguito all’immigrazione selvaggia è di un pericoloso ed insostenibile disordine pubblico. Gli eventi criminali e tragici, intrinsecamente in relazione con l’immigrazione, sono sempre più diffusi. La questione è che quando il problema sarà di dimensioni “sufficientemente” grandi, lo stato sarà “costretto” a limitare le libertà di tutti per contenere il disordine pubblico.

Che lo stato utilizzi i problemi per incrementare la repressione sociale lo abbiamo visto bene negli ultimi tre anni. Per chi ancora non avesse inteso, i provvedimenti liberticidi e anticostituzionali messi in essere con la giustificazione di una pandemia creata, sono dei precedenti che potrebbero essere riutilizzati ad ogni occasione. Non essendo stati osteggiati la prima volta rischiano di diventare consuetudine e quindi diventare la nuova normalità. Lasciare ad esempio le persone in casa in quarantena, agli arresti domiciliari, senza un processo, con la pronuncia della corte costituzionale che ritiene che questo non rappresenti neanche una limitazione delle libertà, dovrebbe fare saltare dalla sedia chi ancora avesse un minimo di pensiero ancora non condizionato. Ma questo è solo un misero esempio dei tanti provvedimenti liberticidi che abbiamo subito ma è lungo e dispersivo ricordarli tutti.

Ma pandemia a parte, la cinesizzazione della nostra società è già in stato molto avanzato ed il fatto che le persone preferiscano fare finta di non vedere non significa che non stia accadendo. Mettere delle telecamere sparse in una città come Milano, costringendo le persone a cambiare auto altrimenti gli arrivano decine di migliaia di euro di multa ed il tutto NON SOLO NEL CENTRO, ma in tutti i posti dove l’amministrazione ha voluto, è dittatura!

Un popolo che subisce passivamente tutto perché è stato indottrinato e plagiato nell’idea che le regole vadano rispettate e se lo dice lo stato si fa, è un popolo destinato ad essere sottomesso.

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