Sab. Gen 28th, 2023

Dopo il periodo che abbiamo vissuto, in cui la costituzione è stata calpestata, sono state perpetrate infinite ingiustizie di cui forse stiamo vedendo solo la prima fase, in molti, incluso chi scrive, hanno pensato che forse la strada per cercare di invertire la tendenza dittatoriale e distruttiva sia la politica. Esiste il dubbio che non ci saranno più vere elezioni libere, ma se ci fosse ancora qualche speranza il momento per tentare è questo, se non è già tardi potrebbe esserlo a breve.

Per vari motivi, che cercherò di descrivere a seguire, è intrinsecamente quasi impossibile che la politica risolva alcunché.

Partiamo del presupposto che una persona capace, intelligente e che ha voglia di fare, non ha bisogno della politica per vivere bene. Anzi, forse una persona intelligente e capace non ci pensa proprio a mettersi nella melma, meglio fare l’imprenditore, il professionista o altro e vivere bene ed onestamente. Un politico onesto, ma che non ruba, vive certamente bene, molto bene, ma non quanto un imprenditore,professionista, artista… riuscito. Tra l’altro il politico diventa un personaggio pubblico, e salvo passioni specifiche, non è l’ambizione di una persona intelligente, per mille motivi. Sulla base di questa premessa possiamo dire che chi si mette in politica può appartenere a due tipologie di persone: gli sfigati e i missionari.

Gli sfigati sono verosimilmente la quasi totalità, o forse al momento la totalità. Persone che non hanno avuto successo in modo onesto in nulla nella vita, non sono riuscite a perseguire una strada sana, non sono riuscite a soddisfare le proprie pulsioni ed hanno trovato nella politica una scorciatoia. Per chi è senza scrupoli, senza dignità e senza onore la politica può portare facilmente al successo. La politica è al momento basata su logiche di corruzione, di scambio di favori e di menzogna per cui una certa tipologia di persone trovano terreno fertile in essa.

Poi ci sono i missionari, quelli che veramente vorrebbero tramite la politica fare qualcosa di buono per la collettività e per il futuro dei figli. Premesso che è difficile che questo spirito duri nel tempo, quando ci si scontra con l’egoismo e l’indifferenza delle persone si finisce col pensare: “ma chi me lo fa fare…”. Ammesso quindi che questa tipologia di persone resista nella propria missione resta un problema grande quanto una casa. Abbiamo detto che la politica è basata su corruzione, inganno, etc., come può un missionario essere bravo nella politica dove per essere bravi bisogna essere l’esatto opposto rispetto al missionario? Quindi già per questo è difficile che si riesca ad avere successo in politica se non si ha la “natura” del politico.

Ancora una volta immaginiamo di superare questo aspetto, immaginiamo che il missionario voglia puntare a tutte quelle persone che hanno capito cosa sia la politica per cui si tengono a sufficiente distanza dalle urne, i così detti “astensionisti”. Immaginiamo quindi che il missionario voglia essere votato proprio per il fatto di essere missionario. Per combattere contro il sistema attuale, per arrivare alla gente ipnotizzata e confusa dalla propaganda di regime, ci vuole strategia, collaborazione, unione, etc. Nessuno da solo può avere tutte le competenze necessarie, dalla capacità comunicativa, alla capacità organizzativa ne la forza economica e la forza lavoro necessaria per un programma così ambizioso. Solo una collaborazione tra tanti missionari che lavorano in modo organizzato e strategico potrebbe ad esempio riuscire ad arrivare alle persone e convincere gli allergici delle urne. E qua torna il problema più volte discusso nei miei articoli, quello dell’ego. Nonostante la consapevolezza di quanto sia grave quello che viviamo, chi si mette in politica finisce con l’essere schiacciato dall’ego. Comincia a credersi un grande leader, comincia ad avere spesso manie di onnipotenza o voglia di apparire, vuole fare la prima donna, e questo porta alla disgregazione, alla separazione e spesso allo scontro degli stessi missionari, nessuno dei quali da solo ha alcuna possibilità di spuntarla. Forse neanche assieme ce la farebbero, ma almeno avrebbero utilizzato tutte le potenzialità disponibili e non avrebbero nulla da rimproverarsi.

Dall’altro lato invece sanno mettersi d’accordo, hanno come scopo comune i soldi ed il potere per cui trovano la quadra per andare avanti e se serve si servono di professionisti ed esperti per portare avanti i loro scopi. Non vogliono essere le prime donne, vogliono soldi e potere, non si perdono in chiacchiere e raggiungono i loro scopi senza remore.

La politica per essere efficace e per il bene comune, deve essere la politica di tutto il popolo che giornalmente dovrebbe lottare, con mezzi legali, boicottaggi, manifestazioni etc. per difendere i propri diritti ed ottenere ciò che gli spetta ma, come ho descritto nell’articolo “(NON) MI FIDO DELLA SCIENZA”, il così battezzato ”homo demandantus” non lo fa perché il suo bug, “il paradosso dell’intelligenza umana”, lo porta a disinteressarsi.

Cosa fare? Non lo so. Sia salvi chi può!

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